Francesco Giuffrida

Professore associato di Orticoltura e floricoltura [AGR/04]
Ufficio: Via Valdisavoia, 5
Email: francesco.giuffrida@unict.it
Telefono: 095 4783323
francesco.giuffrida68
Orario di ricevimento: Martedì dalle 12:00 alle 14:00


  • Laureato in Scienze Agrarie il 08.11.1994 presso la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Catania.
  • Nel 1996 ha svolto un corso di perfezionamento della durata di sei mesi presso l'IRTA di Cabrils (Spagna) con una borsa di studio per il perfezionamento presso istituzioni estere di livello universitario bandito dall'Università degli Studi di Catania.
  • Nel marzo 2001 ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in “Produttività delle piante coltivate” presso l’Università di Catania.
  • Dal novembre 2000 a ottobre 2001 ha fruito di un assegno per la collaborazione alla ricerca presso l’Università degli Studi di Catania.
  • Dal luglio 2002 al giugno 2005 ha fruito di un assegno per la collaborazione alla ricerca presso l’Università degli Studi di Catania nell’ambito del programma di ricerca “Sistemi di coltivazione fuori suolo in ortofloricoltura”.
  • Dal luglio al novembre 2003 ha fruito di un contributo dell’Università di Catania per l’aggiornamento scientifico dei docenti e dei tecnici laureati all’estero svolto presso la Wageningen University.
  • Dal gennaio 2007 al maggio 2008 ha fruito di un contratto di ricercatore a tempo determinato presso l’Università di Catania degli Studi di Catania per la realizzazione del progetto di ricerca “Metodi innovativi per le produzioni in serra”.
  • Dal novembre 2008 all’ottobre 2014 è stato ricercatore del settore scientifico-disciplinare AGR/04 presso la Facoltà di Agraria di Catania.
  • Dal 5 novembre 2012 al 7 marzo 2013 ha frequentato il Lancaster Environment Centre (Lancaster University - United Kingdom) in qualità di “Visiting researcher”.
  • Dal novembre 2014 è professore associato del settore scientifico-disciplinare AGR/04 presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università degli Studi di Catania.
  • Dal 2015 è Responsabile di Qualità e membro del Gruppo di Gestione Assicurazione Qualità della Ricerca (GGAQ-R) del Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente – Università degli Studi di Catania.
  • Dal novembre 2016 è Presidente del Corso di Studi in Scienze e Tecnologie Agrarie (L-25) presso il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente – Università degli Studi di Catania.
  • È socio della “Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana” (SOI), della “International Society for Horticultural Science” (ISHS) e della “Società Italiana di Agronomia” (SIA).
  • Dal 01.02.2017 è associato all’Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree (IVALSA) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
  • Referee ed editor di riviste scientifiche internazionali.
  • Ha partecipato a numerosi Convegni, Simposi, corsi di aggiornamento e riunioni di coordinamento anche in qualità di relatore.
  • Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca finanziati da enti diversi (CE, MIUR, CNR) anche in qualità di responsabile.
  • Fa parte del collegio dei docenti del dottorato di ricerca internazionale in “Agricultural, Food and Environmental Science” dell’Università di Catania
  • È autore di 115 pubblicazioni.
  • In qualità di docente ha svolto i corsi di Botanica generale, Tappeti erbosi, verde sportivo e ricreazionale, Biotecnologie per l’ortofloricoltura, Orticoltura e Vivaismo ortofloricolo.

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ANNO ACCADEMICO 2016/2017


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L’attività scientifica ha riguardato temi strettamente attinenti al settore scientifico disciplinare AGR/04 e riconducibili prevalentemente ai contenuti delle discipline: Orticoltura e Floricoltura, Colture Protette, Idrocoltura delle piante ortofloricole. Una qualche attenzione è stata prestata alla definizione ed implementazione di metodologie biometriche innovative, applicate a specie orto-floricole. Nel complesso l’attività scientifica e divulgativa è documentata da circa 115 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali, relazioni a congressi, comunicazioni ed altre note e fa riferimento alle seguenti tematiche:

Coltivazione fuori suolo di specie ortive e floreali

L’attenzione verso il tema dell’idrocoltura è maturata nel quadro del progressivo rilievo assunto nell’ortofloricoltura protetta dai sistemi di coltivazione fuori suolo.

La tematica è stata documentata attraverso indagini, rassegne bibliografiche e attività sperimentali. Le prime hanno riguardato la diffusione e le caratteristiche dei sistemi di coltivazione fuori suolo in una delle più rappresentative aree della serricoltura mediterranea e la scelta del substrato in orto-floricoltura. Ciò ha permesso di individuare alcuni fra i punti nodali della problematica che occorre affrontare al fine di individuare sistemi di coltivazione fuori suolo compatibili con le caratteristiche tecniche e ambientali delle colture protette nel bacino del Mediterraneo. In rapporto a ciò, sono state condotte delle prove sperimentali che hanno avuto lo scopo di: 1) individuare e caratterizzare uno o più substrati facilmente reperibili in loco anche in considerazione al loro reimpiego, ai livelli termici in essi raggiungibili, alla forma del contenitore e ai movimenti della soluzione nutritiva e alla distribuzione delle radici nel substrato stesso; 2) validare delle tecniche volte ad attenuare l’impatto ambientale determinato dallo smaltimento delle soluzioni nutritive drenate con sistemi a ciclo chiuso semplificati o con metodi alternativi per prevenire l’accumulo di sali nel substrato di coltivazione. Altre ricerche hanno riguardato alcuni substrati organici alternativi alla torba ed in particolare la loro caratterizzazione e biostabilità, l’impiego nella coltivazione di piante arbustive anche sotto il profilo dell’impatto ambientale.

Risposta di specie ortive agli stress ambientali

L’attività è stata prevalentemente orientata verso l’analisi della risposta di specie diverse alle condizioni di stress che più frequentemente possono verificarsi in ambiente mediterraneo.

Relativamente allo stress salino, l’attenzione è stata rivolta all’analisi degli effetti dello stress sui processi di accrescimento e sviluppo, nonché sulla qualità dei relativi prodotti, sia di specie tradizionalmente coltivate nei nostri ambienti (fragola, melone peperone, pomodoro, cetriolo, broccolo, cavolfiore e lattuga) che di specie di più recente introduzione. Una particolare attenzione è stata rivolta alla possibilità di impiego di piante innestate per contenere gli effetti dello stress salino.

Sono stati inoltre studiati gli effetti delle alte temperature su peperone e su pomodoro anche in relazione all’impiego di film fotoselettivi come materiali di copertura delle serre e gli effetti di ridotte disponibilità di radiazione luminosa su ficus.

Qualità dei prodotti orto-floricoli

Il tema della qualità è stato affrontato sia attraverso rassegne bibliografiche che attraverso ricerche specifiche entrambe volte ad approfondire l’analisi delle relazioni di causa ed effetto tra condizioni ambientali e colturali e variazione dei principali attributi di qualità.

Con l’attività di ricerca l’attenzione è stata in particolare rivolta agli effetti determinati da temperatura, umidità relativa e radiazione globale. Le variazioni della qualità sono state studiate inoltre anche in rapporto ad alcune varianti di processo: qualità dell’acqua di irrigazione, concimazione azotata, controllo degli equilibri vegeto-produttivi, utilizzo di piante innestate, applicazione di fitoregolatori e di conservazione anche su prodotti di IV gamma. Su alcune colture, oltre che i parametri qualitativi tradizionali, sono stati determinati quei parametri cui risulta più direttamente ancorato il valore salutistico.

Concimazione e fertirrigazione in ortofloricoltura

Il tema della fertirrigazione delle colture ortive è stato affrontato attraverso rassegne bibliografiche oggetto di una nota a stampa. Con riferimento alla fertirrigazione delle colture in vaso sono state effettuate delle ricerche su alcuni arbusti ornamentali allo scopo di approfondire le relazioni fra le caratteristiche chimiche e fisico-chimiche del mezzo di coltivazione, la composizione del percolato e le strategie adottate per la fertirrigazione. Un uso più efficiente delle risorse idriche e dei nutrienti è stato studiato attraverso l’utilizzo di acqua reflue e di estratti da biomasse vegetali per l’ottenimento di soluzioni nutritive per la fertirrigazione di lattuga.

Il tema della determinazione delle esigenze nutritive per la ottimizzazione della fertilizzazione è stata studiato sulle principali solanacee in rapporto alla pratica dell’innesto utilizzando portinnesti sia intraspecifici che interspecifici. Attenzione è stata rivolta anche ai sistemi di produzione biologica e alla valutazione degli effetti dei PGPR sullo stato nutrizionale e sull’accrescimento di lattuga.

Propagazione e vivaismo

Le tematiche relative alla propagazione e al vivaismo ortofloricolo sono state studiate al fine: - di evidenziare i riflessi sulla coltura delle condizioni di allevamento in vivaio; - di individuare parametri di qualità delle plantule e le strategie per la qualificazione del materiale di propagazione. Relativamente all’innesto in orticoltura l’attività è stata documentata attraverso ricerche rivolte a una più approfondita conoscenza delle relazioni funzionali tra nesto e portinnesto. Specifica attenzione è stata rivolta alla valutazione degli effetti dell’innesto sullo stato nutrizionale e sull’accrescimento di melanzana. È stato inoltre studiato il processo di compostaggio dei residui di potatura dell’attività floro-vivaistica per la produzione di compost da utilizzare nella formulazione dei substrati.

Caratteristiche costruttive degli apprestamenti di protezione

In considerazione dei frequenti eccessi termici che frequentemente si realizzano nel periodo primaverile-estivo all’interno degli apprestamenti di protezione maggiormente diffusi nella serricoltura mediterranea e dei negativi effetti sulla risposta della pianta, sono state effettuate delle ricerche volte allo studio della possibilità di contenere tali estremi attraverso il miglioramento della ventilazione naturale e dell’impiego di film fotoselettivi per la copertura della serra.