ECONOMIA CIRCOLARE E AMBIENTALE
Modulo PRINCIPI DI ECONOMIA CIRCOLARE

Anno accademico 2026/2027 - Docente: GABRIELLA VINDIGNI

Risultati di apprendimento attesi

Il corso fornisce i principi economici, gli strumenti di misura e il quadro delle politiche necessari per comprendere e progettare la transizione da un’economia lineare a un’economia circolare, con particolare attenzione al sistema agroalimentare, alle aziende agricole e ai territori rurali.

Conoscenza e comprensione

Al termine del corso lo studente conosce e comprende:

-       l’origine, le definizioni e i principi dell’economia circolare e le differenze rispetto al modello lineare;

-       i fondamenti economici della circolarità: scarsità delle risorse, esternalità, fallimenti del mercato e strumenti di politica ambientale (tasse, responsabilità estesa del produttore, deposito cauzionale, tariffa puntuale, pagamenti agroambientali), con esempi dal settore agricolo;

-       il quadro delle politiche europee e italiane: gerarchia dei rifiuti, Piano d’azione europeo, ecodesign, Strategia nazionale per l’economia circolare, e il loro raccordo con la Politica agricola comune e la disciplina dei sottoprodotti agricoli;

-       i principali strumenti di misura della circolarità a scala di paese, impresa e prodotto;

-       i modelli di business circolari nel sistema agroalimentare, la circolarità nell’azienda agricola e nel territorio rurale (nutrienti, acqua, sottoprodotti, simbiosi agro-industriale) e la bioeconomia circolare;

-       i limiti e le critiche dell’economia circolare, incluso l’effetto rimbalzo.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione

Al termine del corso lo studente è in grado di:

-       leggere e interpretare un documento di policy o una norma sull’economia circolare, individuandone obiettivi, strumenti e destinatari;

-       reperire dati da banche dati pubbliche (Eurostat, ISPRA) e calcolare e interpretare indicatori semplici di circolarità;

-       mappare i flussi di materia di un prodotto o di una filiera e individuare le strategie di circolarità applicabili (ridurre, riusare, riparare, rigenerare, riciclare);

-       descrivere e valutare il modello di business di un’impresa agroalimentare che valorizza scarti e sottoprodotti;

-       elaborare in gruppo una proposta di circolarità per un’azienda agricola, un’impresa o una filiera agroalimentare o un comune del territorio, motivandone benefici, costi e ostacoli.

Autonomia di giudizio

Lo studente è in grado di valutare criticamente iniziative presentate come circolari, distinguendo i benefici effettivi da quelli solo dichiarati e riconoscendo i compromessi economici, ambientali e sociali. Tale capacità è sviluppata attraverso l’analisi di casi reali e le discussioni collettive durante le esercitazioni.

Abilità comunicative

Lo studente è in grado di presentare in modo chiaro dati, analisi e proposte a interlocutori specialisti e non specialisti, in forma orale e scritta. Tale abilità è sviluppata attraverso le presentazioni svolte durante le esercitazioni e il lavoro di gruppo, ed è accertata nel colloquio orale.

Capacità di apprendimento

Lo studente sviluppa la capacità di aggiornarsi in modo autonomo su politiche e dati in rapida evoluzione. Tale capacità è sviluppata attraverso la consultazione guidata di banche dati e fonti istituzionali e la preparazione di progetti di gruppo.

Modalità di svolgimento dell'insegnamento

L’insegnamento prevede 63 ore di attività (6 CFU): 21 ore di lezioni frontali (7 lezioni da 3 ore) e 42 ore di esercitazioni (14 sessioni da 3 ore).

Le lezioni frontali forniscono i concetti, il quadro economico e quello normativo: principi dell’economia circolare, fondamenti economici, politiche europee e italiane, strumenti di misura, modelli di business nel sistema agroalimentare, circolarità nell’azienda agricola e nel territorio rurale, bioeconomia circolare. Sono lo strumento principale per i risultati di Conoscenza e comprensione.

Le esercitazioni occupano due terzi del corso e seguono le lezioni. Ogni sessione prevede l’analisi guidata di un documento, di un insieme di dati o di un caso reale, un esercizio svolto dagli studenti e una discussione collettiva. La lettura di documenti di policy e norme, il calcolo di indicatori da banche dati pubbliche, la mappatura dei flussi di materia e l’analisi di modelli di business sviluppano la capacità di applicare le conoscenze a casi concreti. Le discussioni sui casi sviluppano l’autonomia di giudizio. Le presentazioni e il progetto di gruppo, dedicato a un’impresa, una filiera o un comune del territorio, sviluppano le abilità comunicative. La ricerca autonoma di dati e fonti per il progetto sviluppa la capacità di apprendimento.

Qualora l’insegnamento venisse impartito in modalità mista o a distanza potranno essere introdotte le necessarie variazioni rispetto a quanto sopra dichiarato, al fine di rispettare il programma previsto e riportato nel presente syllabus.

Prerequisiti richiesti

Non sono previste propedeuticità formali

Frequenza lezioni

La frequenza non è obbligatoria ma è fortemente consigliata

Contenuti del corso

Lectures (21 hours)

1.        From the linear to the circular economy. The take-make-waste model and its biophysical limits. Material balance and the economy as an open system. Origins of the concept: industrial ecology, the performance economy, cradle to cradle. Definitions of the circular economy. Technical and biological cycles. The hierarchy of R-strategies. The agri-food system as the guiding case of the course: biomass flows, losses and waste along the supply chain.

2.        Economic foundations of circularity. Resource scarcity and prices. Externalities and market failures, with examples from agriculture: nitrates, pesticides, emissions, ecosystem services. Why markets alone do not close loops. Environmental policy instruments: taxes and subsidies, extended producer responsibility, deposit-refund schemes, pay-as-you-throw, green public procurement, agri-environmental payments and eco-schemes under the Common Agricultural Policy. Decoupling growth from resource use. The rebound effect.

3.        Circular economy policies in Europe and Italy. The waste hierarchy and Framework Directive 2008/98/EC: waste, by-product, end-of-waste. The 2020 EU Action Plan. The Ecodesign for Sustainable Products Regulation and the digital product passport. Packaging, single-use plastics, right to repair. Towards the Circular Economy Act. The Italian National Strategy for the Circular Economy and the Recovery and Resilience Plan. Minimum environmental criteria. Agri-food policies: the Farm to Fork Strategy, the Common Agricultural Policy 2023-2027, and the Italian rules on by-products and agricultural materials (Legislative Decree 152/2006).

4.        Measuring circularity. Material flow accounting. The EU monitoring framework and the circular material use rate. Firm- and product-level indicators: the Material Circularity Indicator and the ISO 59000 standards. Indicators for agricultural systems: nutrient balance, biomass flows, water use. Introduction to life cycle assessment. Italy’s and Sicily’s position in the indicators.

5.        Circular business models in the agri-food system. Slowing, closing and narrowing loops in farms and agri-food firms. Value creation and capture. Valorisation of waste and by-products: bioenergy, biorefinery, upcycling, cooperatives and agro-industrial parks. Food packaging and ecodesign. Food waste prevention and surplus recovery: Italian Law 166/2016. Short supply chains and reverse logistics. Economic, technical, regulatory and cultural barriers.

6.        Circularity on the farm and in rural areas. Nutrient and organic matter cycles, soil fertility. Livestock effluents, compost, digestate, biogas and biomethane. Reuse of reclaimed water in agriculture and Regulation (EU) 2020/741. Fertilisers from recovered materials. From industrial to agro-industrial symbiosis: exchanges between farms, agri-food firms, energy companies and municipalities. The organic fraction of municipal waste. The Sicilian context: citrus, olive, vine, protected crops.

7.        Circular bioeconomy, limits and prospects. Cascading use of biomass. Biorefineries, biomaterials and bioplastics. The Italian bioeconomy strategy. Competition between food, material and energy uses. Thermodynamic, economic and social limits of the circular economy. Just transition.

Practical sessions (42 hours)

Each 3-hour session combines the guided analysis of a document, a dataset or a real case, an exercise carried out by students individually or in groups, and a collective discussion.

•         E1-E2 (lecture 1). Comparison of definitions of the circular economy. Material flow map of an everyday food product and identification of R-strategies.

•         E3-E4 (lecture 2). Exercises on externalities and economic instruments applied to agricultural and agri-food cases: nitrate pollution, agricultural plastics, food packaging, pay-as-you-throw. Discussion of a rebound-effect case.

•         E5-E6 (lecture 3). Guided reading of the EU Action Plan and the National Strategy. Classification of real agri-food cases as waste, by-product or secondary raw material.

•         E7-E8 (lecture 4). Data retrieval from Eurostat and ISPRA. Calculation and comparison of circularity indicators for countries, regions and municipalities. Simplified calculation of circularity indicators for a food product and for a farm.

•         E9-E10 (lecture 5). Analysis, using a common template, of the business model of agri-food firms that valorise waste and by-products (citrus, olive oil, wine, dairy). Student presentations and discussion.

•         E11 (lecture 6). Simplified balance of the material, water and energy flows of a farm, and design of an exchange network with agri-food firms and the municipality.

•         E12 (lecture 7). Critical assessment of a bioeconomy case: claimed versus actual benefits, competing uses of biomass.

•         E13-E14. Presentation and discussion of the group work.

Testi di riferimento

1.        Bompan E., Brambilla I. N. (2021), Che cosa è l’economia circolare, nuova edizione aggiornata e ampliata, Milano, Edizioni Ambiente, 236 pp., ISBN 978-88-6627-316-5.

2.        Massarutto A. (2019), Un mondo senza rifiuti? Viaggio nell’economia circolare, Bologna, Il Mulino [pagine e ISBN da completare].

Altro materiale didattico fornito dal docente, quali copie delle presentazioni PowerPoint mostrate durante le lezioni frontali , articoli scientifici forniti dal docente, inclusi eventuali link e/o articoli divulgativi da consultare, nonché schede delle esercitazioni ed estratti di norme e dati; il materiale è disponibile sulla piattaforma Studium.

Programmazione del corso

 ArgomentiRiferimenti testi
1Dall’economia lineare all’economia circolare1, 3
2Fondamenti economici della circolarità2,3
3Politiche in Europa e in Italia1,3
4Misurare la circolarità3
5Modelli di business circolari nel sistema agroalimentare1,3
6Circolarità nell’azienda agricola e nel territorio rurale3
7Bioeconomia circolare, limiti e prospettive3
8Lavori di gruppo: presentazione e discussioneconcordati

Verifica dell'apprendimento

Modalità di verifica dell'apprendimento

La verifica dell’apprendimento avviene attraverso un colloquio orale individuale.

Esercitazioni. Gli esercizi, le presentazioni e il lavoro di gruppo svolti durante le esercitazioni hanno funzione formativa: non danno luogo a un punteggio, ma preparano direttamente alla parte applicativa del colloquio. Le modalità d’esame sono le stesse per studenti frequentanti e non frequentanti.

Per l’attribuzione del voto finale si terrà conto dei seguenti parametri:

-       Esame non superato. Lo studente non possiede la conoscenza minima dei contenuti principali dell’insegnamento, usa in modo scarso o nullo il linguaggio specifico e non è in grado di applicare autonomamente le conoscenze acquisite.

-       18-21. Lo studente ha una conoscenza minima dei principi e degli strumenti dell’economia circolare, una modesta capacità di analizzare i casi presentati ed espone gli argomenti in modo sufficientemente chiaro, con proprietà di linguaggio poco sviluppata.

-       22-25. Lo studente ha una discreta conoscenza dei principi e degli strumenti dell’economia circolare, limitata agli argomenti principali, analizza i casi presentati in modo critico ma non sempre lineare ed espone gli argomenti in modo abbastanza chiaro.

-       26-28. Lo studente ha una buona conoscenza dei principi e degli strumenti dell’economia circolare, analizza i casi presentati in modo critico e lineare, applica in modo abbastanza autonomo indicatori e strumenti ed espone gli argomenti in modo chiaro con linguaggio appropriato.29-30 e lode. Lo studente ha una conoscenza approfondita dei principi e degli strumenti dell’economia circolare, analizza prontamente e correttamente i casi presentati, applica in autonomia indicatori e strumenti anche a situazioni nuove e ha ottime capacità comunicative.

La verifica dell’apprendimento potrà essere effettuata anche per via telematica, qualora le condizioni lo dovessero richiedere.

A garanzia di pari opportunità e nel rispetto delle leggi vigenti, gli studenti interessati possono chiedere un colloquio personale in modo da programmare eventuali misure compensative e/o dispensative, in base agli obiettivi didattici ed alle specifiche esigenze. È possibile rivolgersi anche al docente referente CInAP (Centro per l’integrazione Attiva e Partecipata — Servizi per le Disabilità e/o i DSA) del proprio Dipartimento (https://www.cinap.unict.it/content/referenti).

Esempi di domande e/o esercizi frequenti

1.        Quali sono le differenze tra economia lineare ed economia circolare? Perché il riciclo è solo una delle strategie di circolarità, e non la prima?

2.        Che cos’è un’esternalità negativa? Spiegarla con un esempio agricolo, come l’inquinamento da nitrati, e chiarire perché aiuta a capire che il mercato, da solo, non chiude i cicli dei materiali.

3.        Un comune passa dalla tassa sui rifiuti calcolata sulla superficie dell’abitazione alla tariffa puntuale. Quali effetti ci si attende sui comportamenti delle famiglie e quali rischi vanno previsti?

4.        Che cosa stabilisce la gerarchia dei rifiuti della direttiva 2008/98/CE e qual è la differenza tra rifiuto, sottoprodotto e cessazione della qualifica di rifiuto?

5.        Un’impresa agrumaria produce ogni anno grandi quantità di pastazzo. A quali condizioni può gestirlo come sottoprodotto anziché come rifiuto, e quali impieghi sono possibili?

6.        Che cosa misura il tasso di utilizzo circolare di materia? Dati il consumo interno di materia e la quantità di rifiuti avviata a riciclo di un paese, come si calcola e come si interpreta?

7.        Quali tipi di modelli di business creano valore da scarti e sottoprodotti agricoli? Illustrarne uno con un esempio, indicandone vantaggi e ostacoli.

8.        Un’azienda zootecnica, un frantoio e un comune si trovano nello stesso territorio. Quali scambi di materia, acqua ed energia si possono progettare tra loro, con quali benefici e quali ostacoli normativi?

9.        Che cosa si intende per uso a cascata delle biomasse e perché è rilevante per la bioeconomia circolare?

10. Che cos’è l’effetto rimbalzo e perché può ridurre i benefici ambientali di una strategia circolare?